La polizza RC Auto

L’assicurazione RC auto (della responsabilità civile del proprietario e del conducente) è obbligatoria. Tutte le altre garanzie, come per esempio quella relativa al furto e all’incendio, possono essere scelte liberamente. L’obbligo dell’assicurazione di responsabilità civile per i veicoli risale al 1969 e non riguarda necessariamente il proprietario del mezzo, ma chiunque abbia disponibilità dello stesso. Come è obbligatoria l’assicurazione RC per i veicoli che circolano a norma dell’art. 11 della medesima legge, è obbligatorio per le Compagnie accettare le proposte di assicurazione che ricevono. L’assicurazione per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli - così è definita l’assicurazione RC Auto - impegna la Compagnia a pagare la somma che il titolare della polizza dovrebbe pagare per i danni causati ad un terzo. In altre parole, al posto del responsabile dell’incidente subentra l’impresa che risarcisce il danneggiato nei limiti previsti dal massimale che, attualmente, prevede una copertura non inferiore a euro circa 775.000 per sinistro, per persona e per danni a cose o animali. In caso di controlli, per dimostrare che si è assicurati, è necessario esibire, oltre al contrassegno, che deve essere sempre esposto sul parabrezza, il certificato che contiene i dati essenziali della polizza assicurativa cui è riferito, senza i quali il veicolo può essere sequestrato con conseguenti pesantissime multe. L’assicurazione RC Auto vale sempre, a meno che non si sia omesso di pagare il premio. Infatti, trascorsi 15 giorni dalla scadenza della rata, la copertura è sospesa e, quindi, la Compagnia non risarcisce più eventuali danni provocati dal veicolo assicurato. In alcuni casi la Compagnia paga il danno al terzo danneggiato, ma poi si rivale sul proprio assicurato richiedendogli la restituzione dei soldi che ha dovuto versare. Ciò può accadere, per esempio, se si verifica una delle seguenti circostanze: guida senza patente o con la patente scaduta, revocata o sospesa; guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe; guida da parte di chi ha superato gli esami, ma non ha ancora la patente oppure che ha una patente non adatta al veicolo che sta guidando ed altri casi ancora, che possono variare secondo la giurisprudenza corrente. Senza contare, poi, talune limitazioni contenute in non poche polizze alle quali occorre prestare particolare attenzione per evitare brutte sorprese. Formule tariffarie Esistono due formule tariffarie per la RC auto: bonus/malus e franchigia. La prima prevede che alla scadenza annuale il premio sia adeguato in relazione al comportamento dell’assicurato: se è stato bravo e non ha causato incidenti gli sarà attribuito un bonus, con conseguente diminuzione della classe tariffaria di appartenenza, mentre se li ha causati gli spetterà un malus proporzionale al numero dei sinistri provocati. Per esempio, se si è stati automobilisti virtuosi dopo un anno si scende di una classe; altrimenti si sale di due classi quando si è stati responsabili di incidente. Generalmente, rispetto alla tariffa base (quella corrispondente alla classe d’ingresso, la XIV), la tariffa della prima classe diminuisce del 50 per cento, mentre se si sale fino all’ultima classe, cioè al limite peggiore, si registra un aumento del premio pari al 100 per cento. Il bonus-malus Se si raffronta il premio stabilito per la classe d’ingresso (la quattordicesima) con quello previsto per la classe migliore, la prima, si noterà una differenza pari generalmente alla metà. Se non si causano sinistri si "scende" di una classe, altrimenti con un solo sinistro si "sale" di due classi. Recentemente il bonus-malus è stato esteso anche ai ciclomotori con evidenti difficoltà, perché, in assenza di pubblici registri, per questi veicoli è pressoché impossibile individuare i proprietari certi; il che rende ancora improbabile la personalizzazione delle polizze, largamente impiegata nel settore delle autovetture. C’è anche la formula con franchigia, in base alla quale l’assicurato, in caso di sinistro con colpa concorre al risarcimento dei danni fino ad un massimo stabilito. Le tariffe Sino alla metà del ’94 lo Stato determinava le tariffe, mentre ora, in linea con gli altri paesi comunitari, c’è la piena liberalizzazione tariffaria: per stabilire il costo della copertura assicurativa non si prendono più in considerazione soltanto la potenza fiscale del veicolo, la provincia ove risiede il contraente e la classe bonus-malus di appartenenza, ma anche altri dati ugualmente importanti, come, ad esempio, l’età, il sesso e la professione del contraente, da quanti anni è in possesso della patente, l’eventuale presenza nel veicolo assicurato dell’airbag e/o dell’Abs, eccetera. Ciascuna Compagnia, in base alla legge 273/02, è obbligata a rendere noti al pubblico le tariffe e le condizioni generali e speciali del contratto praticate su tutto il territorio nazionale. Le tariffe e le condizioni contrattuali devono essere pubblicizzate da ogni Compagnia non solo presso le agenzie e i punti di vendita, ma anche attraverso i siti Internet che consentono agli assicurati di calcolare e confrontare le diverse offerte e di conoscere anticipatamente le norme che regolano le polizze RC Auto. Le Compagnie devono comunicare l’aumento della tariffa secondo le modalità indicate nel contratto. Se è previsto il tacito rinnovo, cioè il rinnovo automatico della polizza a meno che una delle parti non l’abbia disdetta in tempo utile, l’assicuratore ha due possibilità: inviare una comunicazione scritta in cui sia definita con precisione l’entità dell’aumento praticato al contraente entro il termine previsto nel contratto. In caso contrario, come ribadito dalla circolare ISVAP n. 235 del 1995, la polizza deve essere rinnovata alla vecchia tariffa; affiggere nelle proprie Agenzie appositi avvisi per comunicare agli assicurati l’aumento. Nel primo caso, se non intende accettare l’aumento, il contraente, almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza, deve inviare la disdetta mediante raccomandata A.R. o fax, altrimenti il contratto sarà automaticamente rinnovato. Disdetta In caso di disdetta, che può essere naturalmente formalizzata anche per qualsiasi altro motivo, non vale più il periodo di tolleranza di 15 giorni successivi alla scadenza della polizza, di cui si è detto. Nel secondo caso, poiché la semplice comunicazione in Agenzia non è una misura particolarmente favorevole al consumatore, il contraente può disdire il contratto anche dopo la scadenza, purché non siano trascorsi 15 giorni dalla stessa. Se non c’è stata nemmeno l’affissione in Agenzia il contratto si risolverà alle 24 del quindicesimo giorno successivo a quello della scadenza. Se l’aumento tariffario - eccezione fatta per quello derivante dal malus - sia superiore al tasso programmato d’inflazione, la disdetta potrà essere presentata fino al giorno di scadenza del contratto. Se la Compagnia disdice una polizza RC Auto, il contraente può chiedere in ogni caso di essere nuovamente assicurato dalla medesima Compagnia, che è obbligata ad accettare tale richiesta. Attestazione dello stato di rischio L’attestazione dello stato di rischio deve essere resa disponibile al contraente presso l’Agenzia o inviata al domicilio dello stesso almeno tre giorni lavorativi prima della scadenza contrattuale. Tale documento, che indica gli eventuali sinistri verificatisi negli ultimi cinque anni, deve specificare la classe di merito di assegnazione. In caso di sinistro Per accelerare i tempi del risarcimento è bene, se possibile, utilizzare il cosiddetto modulo blu che vale per i danni ai veicoli e alle persone trasportate (fino a 15.000 euro per ferito) e limitatamente agli incidenti tra due veicoli. Se il modulo blu è sottoscritto da entrambi i conducenti e, quindi, si tratta, di una constatazione amichevole di incidente, il danneggiato può ricorrere alla Convenzione indennizzo diretto (CID), cui aderiscono quasi tutte le Compagnie, convenzione che consente di ottenere il risarcimento diretto dalla propria Compagnia. In tal caso, l’assicuratore, dopo aver ricevuto la denuncia del sinistro dal proprio assicurato, deve provvedere alla perizia del danno entro 10 giorni dal momento in cui è stato messo a sua disposizione il veicolo. Se non è possibile applicare la procedura CID chi ha subito il danno invia, tramite raccomandata A.R., la richiesta di risarcimento all’assicuratore della controparte, il quale comunicherà al danneggiato il numero del sinistro, il liquidatore che seguirà la sua pratica con il relativo recapito telefonico, l’elenco delle carrozzerie convenzionate per la CID, quale somma intende riconoscergli a titolo di indennizzo oppure, se ritiene che il danno non sia risarcibile, i motivi del rifiuto. L’assicuratore ha sessanta giorni di tempo per tale comunicazione, mentre ne ha trenta quando il danneggiato invia la constatazione amichevole firmata congiuntamente con la controparte oppure novanta se sussistono anche danni alla persona. Se, invece, la denuncia del danneggiato risulta incompleta richiede entro trenta giorni dal suo ricevimento l’integrazione della documentazione, fornendo comunque le informazioni necessarie alla definizione del sinistro e l’elenco delle carrozzerie convenzionate per il pagamento diretto. La richiesta di risarcimento deve riportare il giorno, l’ora e la dinamica del sinistro, nonché il luogo, i giorni e le ore in cui il veicolo danneggiato è a disposizione del perito. Se ci sono danni alla persona è necessario indicare i dati relativi all’età, all’attività svolta dal danneggiato, al suo reddito, all’entità delle lesioni subite e, quando possibile, il certificato medico che attesta la guarigione con o senza postumi permanenti. Con il termine "danno biologico" s’intende il pregiudizio arrecato alla salute di una persona. Oltre al danno biologico c’è quello patrimoniale, cioè quel danno che deriva dalla ridotta capacità lavorativa in conseguenza di un incidente. Si pensi ad un imprenditore che deve rinunciare ai suoi affari perché non può più muoversi liberamente a causa di un’invalidità temporanea o, peggio, permanente. In questo caso egli ha diritto al risarcimento non solo del danno biologico, ma anche di quello patrimoniale. Gli scoperti e le franchigie Sono limitazioni che l’assicuratore impone all’assicurato in base alle quali quest’ultimo accetta che, in caso di sinistro, una parte del danno non gli sia risarcita. Ritardi nel risarcimento danni I ritardi nella liquidazione dei sinistri sono frequenti. Nel campo della RC Auto, se l'impresa ritarda, trascorsi inutilmente sessanta giorni dalla richiesta, il consumatore che non ha ottenuto il risarcimento può citare in giudizio l'assicuratore ed anche il responsabile dell'incidente. L’assicuratore che liquida il danno in ritardo dovrà pagare al danneggiato gli interessi e la rivalutazione monetaria che il giudice stabilirà nella sentenza. Altra strada percorribile, nel caso di controversie con RAS, è quella della procedura di conciliazione che l’Unione Nazionale Consumatori ha concordato con RAS e a cui hanno aderito tre altre Associazioni di consumatori. Inoltre l’ANIA (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) e alcune Associazioni dei consumatori hanno stipulato un Protocollo d’intesa che prevede, tra l’altro, una procedura di conciliazione, cui potranno liberamente aderire le singole Compagnie. Nel caso di comportamenti scorretti da parte della Compagnia, il consumatore assicurato può inviare un reclamo circostanziato all’ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private) il quale, quando sia accertata una violazione della legge, prenderà nei confronti di tale Compagnia provvedimenti che, nei casi più gravi, comportano anche la revoca all’esercizio dell’assicurazione RC Auto. 7 Consigli utili: 1 - L’esperienza suggerisce una serie di buone regole da osservare al momento della sottoscrizione di una polizza RC auto: 2 - verificate sotto la voce 'esclusioni e rivalse', se la compagnia assicurativa rinuncia al diritto di rivalsa in caso di guida in stato di ebbrezza o con la patente scaduta o in caso di guida di persona minore di 18 anni (certe assicurazioni prevedono delle clausole d’esclusione); 3 -prima di sottoscrivere il contratto, verificate la corrispondenza dei dati contenuti nella polizza con quelli riportati sul libretto di circolazione e il codice fiscale; 4 - trasmettete sempre una copia del libretto di circolazione alla compagnia assicuratrice; 5 - controllate che non siano state aggiunte garanzie non richieste (p. es. tutela giuridica, tutela del conducente ecc.); 6 - scegli sempre il frazionamento annuale invece di quello semestrale, in quanto, nella maggior parte dei casi, tale contratto ti farà risparmiare. 7 - franchigie: la franchigia è senz’altro consigliabile, purché faccia diminuire il premio assicurativo.